venerdì 19 aprile 2013

Onoriamo noi stessi rispettandoli

Alla Facoltà di Medicina Veterinaria di Milano si è svolto un interessante Seminario dal titolo “Più leggi o più etica per la tutela degli animali nella nostra società?” rivolto a studenti e docenti. Un’occasione per riflettere sul valore della tutela degli animali e sul come cittadini e professionisti dei veterinari e di chi lavora nel settore.
A introdurre l’argomento due esponenti di CETA, Mariachiara Tallacchini – Università Cattolica di Piacenza insieme a Gustavo Gandini – Università degli studi di Milano.
Il Comitato Etico Tutela degli Animali - CETA è un organo indipendente della Facoltà di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Milano, costituito il 20 luglio 2009. Le finalità del Comitato sono quelle di tutelare dignità, integrità e benessere degli animali coinvolti nella ricerca, nella didattica, nelle attività cliniche e zootecniche; promuovere la cultura del rispetto degli animali e un corretto rapporto uomo-animale-ambiente.
In questa occasione è stato presentato da Silvana Castiglione – Università di Genova e curatrice del volume sui diritti degli animli - il Trattato di Biodiritto (Giuffrè Editore, 2012), imponente opera in 6 volumi con una parte dedicata ai diritti degli animali compilata da oltre 50 autori che analizza la normativa in Italia con qualche incursione in quella europea. Silvana Castiglione ha sottolineato come i motivi morali che spingono verso il benessere animale spesso siano intrecciati con interessi umani ed economici. Da sempre l’uomo ha creato categorie non naturali dove inserire le varie specie animali (animali domestici, da reddito, da sperimentazione ecc.) per il proprio interesse. Nel diritto romano la presenza degli animali è considerata solo in funzione dei diritti dei proprietari: gli animali erano considerati semplicemente res. La storia racconta che il percorso per arrivare a riconoscere diritti agli animali è stata lunga e oggi è soltanto agli inizi. La prima legge in materia risale al 1822 ed è stata elaborato nel Regno Unito per condannare coloro che maltrattavano gli animali da soma in pubblico provocando turbamento in chi assisteva. Facile comprendere che questa legge è stata introdotta soprattutto per salvaguardare la sensibilità umana piuttosto che il reale benessere degli animali. Si può comunque indicare questa data come l’inizio di un’attenzione alla compassione nei confronti degli animali. L’Italia nel 1871 a Torino, per volere di Giuseppe Garibaldi, si dota della prima associazione di protezione degli animali, l’ENPA. Da sottolineare che non fu possibile fondarla a Roma per il veto del papa. Qualche eccezione si può scovare in qualche autore, come nel caso di Ovidio che paragonò la crudeltà verso gli animali come l’anticamera per la crudeltà verso gli uomini, ma anche in questo caso la visione rimane piuttosto antropocentrica. Arrivando a tempi più recenti, l’inizio del cambiamento reale si verifica con le pubblicazioni di Peter Singer nel 1975 e Tom Regan nei primi anni ’80 che danno il via all’animalismo (brutta parola per indicare persone empatiche che hanno a cuore gli animali).

Di grande impatto l’intervento di Luigi Lombardi Vallauri – Università di Firenze – che dagli anni ’80 si occupa di diritti degli animali e curatore del Trattato di Biodiritto che ha illustrato agli studenti l’iter per arrivare al diritto di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale per gli studenti e i professionisti medici e veterinari. Provocatoriamente ha auspicato anche un’obiezione di coscienza per coloro che lavorano nei mattatoi.
Il professore ha poi spiegato che tutelare gli animali significa dare valore alla meraviglia di bellezza di ogni singola specie e alla biodiversità; riconoscere la soggettività di ogni singolo individuo, animale senziente; onorare noi stessi in quanto maltrattando qualsiasi animale disonoriamo in primis noi stessi. L’uomo infatti proprio perché più “nobile” ha il dovere maggiore di prendersi cura di ogni creatura più debole. Quindi in sintesi l’animalismo si identifica in ambientale, animalista e umanista.
Lombardi Vallauri sostiene che tutte le spiritualità del mondo rinunciano alla crudeltà e promuovono la compassione, mentre la religione cristiana è la più crudele di tutta l’umanità, come si può evincere a partire dai testi sacri. (Per le sue teorie Lombardi Vallauri è stato espulso nel 1998 dall’Università Cattolica di Milano). Dal mix micidiale di scientismo+cattolicesimo+capitalismo si è arrivati alla completa reificazione degli animali. Un passaggio su cui riflettere.
Partendo dal presupposto che la specie umana è come tutte le altre, Valerio Pocar Garante della tutela degli Animali del Comune di Milano, si è rivolto agli studenti con l’auspicio che anche la medicina veterinaria vada nella direzione di un approccio individualistico e olistico che consente di considerare ogni paziente animale come un individuo.
Silvia Massimino