mercoledì 9 febbraio 2011

SUSTAINABILITY – Teflon sotto accusa

L’ EPA (agenzia dell’ambiente americana Environmental Protection Agency) ha invitato DuPont e altre sette imprese a cessare l’utilizzo dell'acido perfluoroctanico (PFOA) nei loro processi industriali entro il 2015.

Secondo EPA si tratta di sostanza “probabilmente cancerogena” per gli esseri umani. In particolare il riscaldamento degli utensili da cucina rivestiti con teflon causerebbe la vaporizzazione di tracce di acido che, inalate, passano nel sangue provocando cancro e, in caso di gravidanza del soggetto, alterazioni fetali.
La DuPont già in passato ha dovuto pagare multe milionarie per aver nascosto dati sulla tossicità del teflon per oltre vent'anni.
PFOA è utilizzato non solo nelle pentole per le sue proprietà antiaderenti e per l’elevata resistenza al calore, ma anche nei tessuti da abbigliamento, nel finissaggio di tovaglie e tendaggi, rivestimenti per divani, tappeti, nelle calzature e nella produzione di borse ed è anche utilizzato come componente di farmaci, schiume antincendio, lubrificanti, adesivi, cosmetici, insetticidi, rivestimenti per mobili.
Per quanto riguarda i produttori italiani di pentole antiaderenti, Bialetti, Ballarini, Alluflon, alla, TVS, sottolineano che sotto accusa non è il "teflon" ma il PFOA che nel pentolame antiaderente non è parte del prodotto finito perchè usato nel processo di fabbricazione della materia prima. Pertanto, a processo ultimato, il pentolame non contiene quantità misurabili di PFOA ed il consumatore non è esposto ad alcun rischio. In altre parole le otto industrie che, a detta dei media, avrebbero accettato di eliminare il "teflon" entro il 2015, hanno in realtà accettato di eliminare entro il 2015 le emissioni di PFOA nell'atmosfera, e non certo il "teflon".


(Fonte Sustainability-Lab.net)