domenica 15 luglio 2012

IL CIRCOLO VIRTUOSO DEL GREENING: PROPOSTE CONCRETE PER INNESCARLO


Non è un buon periodo per l’ecologia, per il clima, per la sostenibilità ambientale. Eppure non ci piace essere negative: nessun circolo virtuoso si innesca in questo modo. Perciò, oltre a fare il punto della situazione, questa settimana vogliamo dedicare la pagina del blog a opportunità concrete per la salvaguardia elle biodiversità e del nostro ambiente.

Parliamo dell’applicazione del greening, l’insieme delle pratiche agricole che assicurano la conservazione della biodiversità, l’adattamento ai cambiamenti climatici e la tutela della qualità dell’acqua.

Si tratta di pratiche agricole importantissime per la riforma del PAC (Politica Agricola Comune) per il 2014-2020. Che però ora, nella proposta della Commissione Europea del 15 maggio scorso, rischiano di giocare un ruolo marginale nel processo di cambiamento che auspicabilmente darebbe vita a un sistema agricolo comunitario sempre più ecologico e sostenibile.

Ecco le proposte della Commissione Europea in fatto di greening:
1)      le aziende agricole sotto i 10 ettari (in Italia il 25% della SAU, quasi 3 milioni di ettari, e l’81% delle aziende) non avranno da osservare alcun impegno per rispettare le regole del greening.
2)     se poi anche le colture arboree saranno esentate (persino i meleti intensivi del Trentino ed i frutteti della pianura padana), poco rimarrà della componente ambientale più importante dell’attuale riforma della PAC. 
3)     se si dovesse decidere inoltre di esentare le aziende fino a 15 ettari dalle rotazioni delle colture, la pratica agricola che prevede l’alternanza dei seminativi a cereali con le legumi per favorire una concimazione naturale del terreno, riducendo l’uso di concimi chimici, sarebbero escluse quasi il 90% delle aziende italiane da ogni obbligo ambientale!
4)     Se sarà infine approvato il criterio della rotazione tra due sole colture (pratica che sarebbe corretto chiamare avvicendamento piuttosto che rotazione delle colture) per le aziende fino a 50 ettari, solo il 3,5% delle aziende italiane si dovrebbe veramente impegnare in azioni concrete per ottenere il premio previsto per le pratiche benefiche per il clima e per l'ambiente.
5)     Infine, è a rischio anche l’obbligo di destinare il 7% della superficie delle aziende agricole alle aree d’interesse ecologico, considerato un obiettivo troppo ambizioso, anche se le maggiori autorità scientifiche europee dice che abbiamo bisogno di dedicare un minimo del 10% dei terreni agricoli alle esigenze ecologiche per assicurare nel medio e lungo termine la conservazione della biodiversità. Prevedere meno del 7% sarebbe disastroso e garantirebbe il fallimento degli obiettivi 2020 definiti dalla nuova Strategia europea per la biodiversità approvata dallo stesso Parlamento Europeo!!!

Dunque è chiaro che, in nome della sicurezza alimentare e della semplificazione
amministrativa e burocratica, la Commissione Europea tende a mantenere pratiche
agricole che continuano ad inquinare l'ambiente, a consumare la sostanza organica del
terreno, a ridurre la biodiversità naturale. 



Come possiamo essere virtuosi anche di fronte a un rischio così grande per l’ecologia, la sostenibilità ambientale, il clima, il rispetto e il mantenimento della biodiversità?

Le Associazioni degli agricoltori biologici e biodinamici, le Associazioni ambientaliste e la Società Italiana di Ecologia del Paesaggio chiedono al Governo italiano (in particolare al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Mario Catania) e ai parlamentari europei un impegno a sostenere con decisione e lungimiranza un “greening” autentico, che garantisca un premio economico adeguato alle sole aziende che attuano realmente pratiche agricole sostenibili ed efficaci per la conservazione della biodiversità, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione efficiente delle risorse idriche, per un’agricoltura moderna in grado di essere con autorevolezza e credibilità parte integrante della green economy europea.

Perciò hanno inviato al Ministro dell’Agricoltura, Mario Catania, all’Assessore della Regione Puglia, Dario Stefano, in qualità di rappresentante della Conferenza delle Regioni sul tema agricoltura ed ai parlamentari delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato e del Parlamento Europeo una lettera aperta nella quale esprimono la loro preoccupazione per l’andamento del dibattito sulla riforma della PAC. Noi di Change up! la sottoscriviamo in pieno.

Nell’occasione, vi rimandiamo a due articoli che parlano proprio di greening e sostenibilità ambientale, e aggiornano costantemente al riguardo (anche questo è un modo concreto di perorare la causa: essere sempre aggiornati!):

L’articolo di Alternativa Sostenibile (da cui abbiamo ripreso l'emblematica immagine che correda questo post).

-  L’articolo di Green Planet

Siamo virtuosi: let's...Change up!