martedì 8 giugno 2010

LIBRI – La corsa della green economy

Martedì 22 giugno 2010 ore 18 alla Feltrinelli, Via V.E. Orlando, 78/81 Roma. Presentazione del libro La corsa della green economy, Antonio Cianciullo e Gianni Silvestrini - Edizioni Ambiente, Kyoto Club, Qualenergia.

Il 2008-2009 è stato il biennio della grande crisi economica, ma anche il trampolino di lancio della green economy. Oggi l’economia verde cresce e si rafforza, moltiplica i posti di lavoro mentre i comparti produttivi tradizionali soffrono. Ma quali sono i suoi confini? E in che modo sta cambiando il nostro modo di produrre e consumare? E infine: quali sono le criticità e le opportunità che definiscono i nuovi scenari per il settore edilizio?

Intervengono: Antonio Cianciullo, Inviato - La Repubblica; On. Ermete Realacci, Responsabile Green Economy, Partito Democratico; Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club e Presidente di Exalto Energy&Innovation. Coordina: Angelo Lupoli, La Repubblica.

lunedì 7 giugno 2010

SUSTAINABILITY – Ecosostenibilità=sviluppo

La sfida dell'ecosostenibilità rappresenta ormai la prima e importante opportunità di crescita per aziende, amministrazioni e cittadini: questa la tesi che Accenture ha presentato partecipando al convegno "Greenomics. Il business diventa verde?" nell'ambito del Festival Internazionale dell'Ambiente in programma a Milano. Alla base dell'analisi di Accenture alcuni evidenti elementi che emergono in ogni settore:
· I progetti Smart City si stanno moltiplicando a livello internazionale e i governi sostengono sempre di più programmi di energy saving;
· Tra i consumatori, l'89% si dichiara pronto a cambiare per aziende con prodotti e servizi che aiutano a ridurre le emissioni e il 57% delle aziende certificate eco-label ha incrementato la propria market share;
· L'80% degli italiani dichiara di preferire le fonti energetiche rinnovabili;
· Le tecnologie Smart Grid, i servizi di energy management, la power generation decentrata, e la vendita di permessi sulle emissioni saranno fonte di nuovi business;
· Nel settore energetico, i modelli di business sostenibili, il passaggio a fonti alternative e la riduzione di Co2 saranno fonte di vantaggio competitivo, così come l'adozione di best practices nella gestione del rischio ambientale;
· Nel settore delle estrazioni, l'efficienza nelle emissioni di Co2 sarà un vantaggio competitivo e l'attenzione all'ambiente un valore per l'assegnazione di nuove concessioni;
· Nel settore high tech si stanno concentrando grandi opportunità di crescita e innovazione legate ala sostenibilità (nel 2009 GE Ecomagination ha fatturato 17 mld di dollari);
· Nel settore automobilistico, chi produce veicoli a basse emissioni aumenta la sua competitività e la maggiore efficienza dei veicoli ridurrà i costi di gestione;
· Nei servizi finanziari, le banche hanno una maggiore propensione a finanziare la green economy e le energie rinnovabili.
Mauro Marchiaro, Responsabile Sustainability per Accenture, partecipando al convegno, ha dichiarato che "Le opportunità e le sfide della sostenibilità stanno impattando su tutti i settori industriali e sulle strategie di tutte le aziende. Conferme arrivano sia dal mondo finanziario, dove sono in aumento indici e ranking dedicati alla sostenibilità, sia dal mondo imprenditoriale, dove sempre più aziende inseriscono nei propri sistemi di reportistica precise metriche per valutare le proprie "green" performance. Per le aziende si tratta di cogliere un'opportunità, interpretando la sostenibilità come fonte di profittabilità. Una nostra recente ricerca, condotta tra 300 aziende Global Fortune 1.000, infatti mostra come le imprese che effettuano investimenti in sostenibilità ottengono un ritorno sugli investimenti in 5 anni fino al 30% superiore rispetto alle altre". Il futuro e il successo delle politiche sostenibili derivano però anche dall'impegno delle amministrazioni locali: se investiranno adeguate risorse in reti intelligenti e modelli integrati di gestione del territorio, sapranno generare un motore di reale sviluppo economico, che produce alti ritorni sugli investimenti, occupazione e miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
(Fonte: www.greencity.it)

venerdì 4 giugno 2010

ETHICAL FASHION – NO CHAINS contro lo sfruttamento sul lavoro

Dall’alleanza fra cooperative tessili fondate da ex operai ridotti in condizioni di schiavitù nelle fabbriche di Argentina e Tailandia è nato il marchio di abbigliamento No chains (Senza catene). No chains sarà lanciato contemporaneamente a Buenos Aires e a Bangkok dall’organizzazione argentina "La Alameda" e quella tailandese "Dignity Returns", ma a partire da domani la prima serie di magliette verrà venduta nei locali del commercio equo di diverse città del mondo. Un progetto, aperto anche ad altre cooperative, che punta a produrre un’intera linea di abbigliamento. Sul sito internet www.nochains.org si legge: «I vestiti prodotti nelle comuni industrie tessili incatenano gli operai con le catene del debito, del controllo dei boss interessati solo al guadagno e non ai lavoratori, con le catene della produzione mondiale, dove molti ricavano profitti provenienti dal sangue degli operai». Secondo i fondatori di No Chains, «non si tratta quindi solo di un nuovo marchio o di una nuova attività autogestita, ma anche di un’iniziativa che richiama l’attenzione sulla necessità di una produzione industriale che rispetti la dignità dei lavoratori, che non li sfrutti e non li riduca in schiavitù».

SUSTAINABILITY – Feltrinelli cambia carta

Dopo il duro attacco di Greenpeace e Terra! contro gli editori italiani, sferrato durante il Salone del Libro di Torino, si vedono i primi risultati. La casa editrice Feltrinelli ha annunciato che si impegnerà ad utilizzare, per i propri libri, solo ed esclusivamente carta certificata FSC (Forest Stewardship Council), proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e responsabile. Una grande vittoria per Greenpeace che porta avanti la campagna Salvaforeste.

SUSTAINABILITY – Il messaggio di Ban Ki-Moon

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite:
"La biodiversità, quell’incredibile varietà di forme di vita sulla Terra che ci fornisce sostentamento, è in pericolo. Le specie si estinguono ad una velocità mai registrata prima. La maggior parte di tali estinzioni è connessa alle attività umane, che inquinano e esauriscono le risorse d’acqua, modificano e degradano gli habitat, alterano il clima globale. Dalle rane ai gorilla, dalle piante enormi agli insetti minuscoli, migliaia di specie sono a rischio.
Il tema della Giornata Mondiale dell’Ambiente di quest’anno, Molte specie. Un pianeta. Un futuro, fa risuonare l’appello dell’Anno Internazionale della Biodiversità ad interrompere tale processo di estinzione di massa e ad accrescere la consapevolezza circa l’importanza vitale delle milioni di specie che abitano il suolo, le foreste, gli oceani, le barriere coralline e le montagne del nostro pianeta. La nostra salute, il nostro benessere e il nostro futuro sostenibile dipendono da questa intricata e delicata rete di ecosistemi e vita.
L’ospite della celebrazione della Giornata Mondiale dell’Ambiente 2010 è il Ruanda. Questo piccolo Paese collocato nella regione dei Grandi Laghi in Africa, sta rapidamente guadagnando la reputazione di pioniere verde. Habitat di 52 specie minacciate, inclusi i rari gorilla di montagna, il Ruanda sta mostrando come la sostenibilità ambientale possa essere inserita nel tessuto della crescita economica di un Paese.
Nonostante le numerose sfide da affrontare, tra cui la povertà e un diffuso degrado territoriale, la 'terra delle mille colline' sta lavorando per rimboschire, adottare energie rinnovabili, perseguire un’agricoltura sostenibile e sviluppare una visione rispettosa dell’ambiente per il futuro.
Quest’anno, Kigali sarà il cuore pulsante della celebrazione globale, multiculturale e intergenerazionale del nostro pianeta, con le sue milioni di specie e gli innumerevoli modi in cui la vita sulla Terra è interconnessa. Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente, faccio appello ad ognuno – da Kigali a Canberra, da Kuala Lumpur a Quito – per aiutarci a far suonare l’allarme. Partecipate, parlate chiaramente. Imparate e insegnate agli altri. Siate leader ed aiutate a ripulire. Rientrate in contatto con la natura, la nostra forza di vita. Insieme, possiamo sviluppare una nuova visione della biodiversità: Molte specie. Un pianeta. Un futuro".
Ban Ki-Moon