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mercoledì 17 aprile 2013

Ecosostenibilità ed estetica in scena a Varese

Nell’ambito della mostra “Sogni di cartone – La sostenibile leggerezza del design”, prima personale di Giorgio Caporaso e della sua Ecodesign Collection, venerdì 19 aprile alle ore 10.00 a Villa Recalcati (Varese) si svolge il convegno Ecosostenibilità ed estetica: una sfida possibile”, moderato da Nicoletta Romano, direttore del magazine Living is Life.
L’obiettivo è quello di fare il punto sul momento attuale, difficile da interpretare, e sull’urgenza di prenderci cura del pianeta attraverso nuovi stili di vita e nuovi modi di produrre e acquistare. La sostenibilità è dunque ormai imprescindibile e, coniugata alla ricerca estetica e tecnologica, sta conquistando i mercati come si è osservato anche in occasione dell’ultima Design Week milanese. Sono previsti gli interventi di: Giorgio Caporaso architetto e designer, Alberto Cigada docente di Materiali per il design e di Innovazioni nei materiali e nelle tecnologie al Politecnico di Milano, Giancarlo Iliprandi designer e docente di comunicazione visiva, Marcello Morandini artista e designer, Rossella Muroni direttore nazionale Legambiente, Matteo Redaelli Amministratore Delegato di Logics, Daniele Zanzi Agronomo e Amministratore Delegato di FitoConsult, Giuliana Zoppis architetto, giornalista e fondatrice insieme a Clara Mantica di Best Up, primo circuito italiano dell’Abitare sostenibile.
In occasione del convegno è attivo un servizio navetta gratuito di andata e ritorno da Milano, fruibile previa prenotazione (www.lessmore.it).

venerdì 22 febbraio 2013

Una moda più etica e responsabile

La scenografica azione dimostrativa di Greenpeace al Castello Sforzesco ha aperto questa edizione della Milano Fashion Week puntando l’attenzione sull’eticità del settore e ponendo urgenti quesiti alle imprese della moda per accelerarne i processi di cambiamento. E oggi alla Biblioteca della Moda a Milano è stato presentato il libro L’impresa moda responsabile (Egea 2013, 30 euro) di Francesca Romana Rinaldi e Salvo Testa, docenti SDA Bocconi. Insieme ai due autori, Diego Valisi (Biblioteca della Moda), Brunello Cucinelli e Anna Adriani (illycaffè), hanno lanciato messaggi positivi sul cambiamento in atto, partito dal settore food, che sempre più coinvolgerà anche il sistema moda. Il libro, stimolato dall’esperienza del blog http://bio-fashion.blogspot.com creato nel 2010 da Francesca Rinaldi, intende sensibilizzare le aziende sulla scarsità delle risorse e sulla necessità di nuovi modelli manageriali che mettano al centro la persona e i valori etici. Sono ormai evidenti i danni provocati dall’industria all’ambiente, a partire dalla deforestazione in Amazzonia fino all’inquinamento dei fiumi in Cina. Un fenomeno purtroppo globale che mette a serio rischio la salute del pianeta. La moda, che ha le sue responsabilità, deve ragionare su parametri fondamentali quali eticità, estetica, economicità che devono interessare tutta la filiera. Oggi il concetto di stakeholder deve tenere conto, o riscoprire, attori come società, ambiente, media, arte e, cultura, territorio, norme e istituzioni. Il caso Illy, come spiegato da Anna Adriani, è un esempio di azienda virtuosa che si avvale di solide partnership di filiera con i fornitori locali, ovvero i coltivatori, e che crea valore ulteriore ad esempio nel sostenere l’arte. Brunello Cucinelli con il suo carisma ha raccontato la filosofia che spinge e motiva le sue azioni imprenditoriali. Una particolare attenzione alla dignità delle persone e una grande fiducia nell’onestà e nei valori morali sono elementi di successo anche economico. Non dobbiamo avere paura, ma riconoscere che siamo in crisi come esseri umani; possiamo ridare dignità al lavoro e a noi stessi perché le cose stanno cambiando.
Salvo Testa ha parlato di una diversa concezione dell’impresa che riguarda l’umanità nel suo complesso e di nuovi temi rilevanti anche nella moda che toccano il consumatore. Il profitto non può essere il fine ultimo ma è una condizione, la cultura morale dell’impresa è il vero punto di forza. E’ necessario contemperare tutti gli interessi, forgiarli per farli confluire in una solida base. Siamo di fronte dunque a una grande opportunità di rigenerazione del sistema moda. E la moda che è simbolica, emulata e media essa stessa, ha una responsabilità maggiore nel veicolare i messaggi. Anche questa è una grande opportunità da cogliere.
Silvia Massimino