Rinnovato nella grafica, il sito del marchio eco-fashion TU&TU, associato a Change up!,presenta un’importante novità: la sezione e-shop. Qui si possono trovare tutti i pezzi della collezione di abbigliamento e accessori realizzati secondo la filosofia del brand. Capi made in Italy ed animal-friendly, realizzati con tessuti biologici ed eco-sostenibili nel rispetto dell’ambiente, delle persone e degli animali. Valori che la stilista abbina a un design originale, sofisticati abbinamenti cromatici e qualità. Da oggi basta un clic per rendere più bello e più “etico” il proprio guardaroba www.tuetu.it .
Promuoviamo idee, servizi e prodotti legati alle tematiche ambientali e di responsabilità sociale. We promote responsible brand and business with respect for ethical and sustainability standards.
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mercoledì 7 novembre 2012
Nuovo e-shop sul sito TU&TU
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lunedì 5 novembre 2012
Il temporary shop per prodotti “green”
Change up! ha inaugurato nel febbraio scorso i primi temporary shop dedicati esclusivamente alle realtà ecologiche e sostenibili nel cuore di Milano, perché crede nelle potenzialità di questa formula innovativa che unisce marketing, branding e vendita. Il temporary shop è essenzialmente un efficace strumento di comunicazione che consente un accesso diretto al consumatore, la presentazione dei prodotti e la sperimentazione di nuove strategie limitando gli investimenti nel tempo
Il commercio vive di fantasia e necessità di idee nuove e della costruzione di nuove categorie e nuove formule.
I prodotti “green” che fanno ancora fatica a inserirsi nella distribuzione tradizionale e che necessitano di una comunicazione approfondita per raccontare al pubblico il valore aggiunto che contengono, possono trovare nelle formule temporary un adeguato format di comunicazione e una strada concreta per incontrare il consumatore attraverso originali linguaggi di comunicazione con notevoli vantaggi economici: riduzione del rischio e dei costi di gestione e manutenzione, maggiore impatto e visibilità, maggiore velocità dei tempi di assorbimento. Il temporary rappresenta anche un valido strumento di test per conoscere il proprio target e ascoltarlo. In un momento di difficoltà economica come quello attuale investimenti limitati nel tempo e pianificabili escludono gli impegni gravosi tipici dell'apertura di un punto vendita. Il temporary può essere una strada interessante da percorrere che offre soluzioni personalizzate di retail e comunicazione.
Change up! è socio di Assotemporary.
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lunedì 29 ottobre 2012
Change up! al Nomad Dance Fest
Lo spazio Eti-Chic Fashion by Change up! al Nomad Dance Festival (Milano, Superstudio Più 27-28 ottobre) ha ospitato tre brand molto interessanti: gli originali cappelli fatti a mano di Cadò, i gioielli del laboratorio Monilidarte - pezzi unici ispirati agli elementi naturali e i gioielli del giovane designer orafo Patricio Parada che uniscono forme fluide a tagli geometrici di grande ricerca. Tutte proposte realizzate con grande cura e abilità manuale per incontrare un pubblico esigente.
L’evento, ricco di musica, colore e profumi da tutto il mondo, ha avuto come guest star Syusy Blady, protagonista di “Velisti per caso” e “Nomadizziamoci”, che ha animato il “Nomad Gala Show” sabato sera con danze e musica fino a notte fonda.
www.nomadancefest.com
L’evento, ricco di musica, colore e profumi da tutto il mondo, ha avuto come guest star Syusy Blady, protagonista di “Velisti per caso” e “Nomadizziamoci”, che ha animato il “Nomad Gala Show” sabato sera con danze e musica fino a notte fonda.
www.nomadancefest.com
lunedì 3 settembre 2012
Ridurre l’impronta idrica

L’acqua, l’oro blu, risorsa preziosa e non garantita a tutti; in alcune aree del pianeta è causa di guerre e conflitti.
La FAO ha stimato che una persona su sei ha meno di meno di 20 litri d’acqua dolce al giorno, quantità minima per garantire i bisogni primari.
La domanda di acqua aumenta di anno in anno. Gli stili di vita contemporanei, gli spechi, molte produzioni infatti fanno sì che si consumi più acqua delle reali disponibilità del pianeta. Si parla di “impronta idrica”, per indicare tutta l’acqua virtuale contenuta in ciò che acquistiamo: un valore che nasce dalla somma di diverse componenti. Quella più semplice da calcolare è l’impronta idrica “blu”: l’acqua d’irrigazione o quella prelevata dalle falde o dai bacini idrici che non viene re-immessa nel sistema idrico dal quale proviene. Poi c’è la grey water ossia quella quantità di acqua (teoricamente) necessaria ad abbassare il livello d’inquinante che i processi produttivi determinano (per una coltivazione, ad esempio, dipende dalla quantità di fertilizzante utilizzata). La componente più complessa da valutare è la green water – ossia l’acqua piovana evapo-traspirata – tipica della produzione agricola, che dipende dalle condizioni climatiche locali e dal tipo di specie coltivata.
Alcuni esempi: per produrre un pomodoro servono 13 litri di acqua, una fetta di pane 40 litri, 100 grammi di formaggio 500 litri, un hamburger 2400 litri d’acqua
Le scelte alimentari dunque incidono notevolmente sulle risorse di acqua. Il Barilla Nutrition Food Center ha calcolato che la dieta mediterranea ha un minore impatto in termini di consumo di risorse idriche e il consumo d’acqua virtuale giornaliero per alimentarsi può variare da circa 1500-2600 litri, se si sceglie una dieta vegetariana, a circa 4000-5400 litri in caso di una ricca di carne.
venerdì 15 giugno 2012
ASSAGGIAMO LA #SPAZZATURA!
...No, non mangiamo la spazzatura sul serio! Non siamo impazzite, né diventate così integraliste! Il titolo del post di oggi ci viene dal coinvolgimento che ci ha trasmesso "Taste the Waste" (Assaggia la Spazzatura), un docu-film sullo spreco di cibo in Europa e le sue conseguenze ambientali.
Abbiamo scoperto che più di metà del cibo prodotto finisce in pattumiera sulla
strada che dalla fattoria di produzione porta al tavolo da pranzo. Le casalinghe europee buttano via 100 miliardi
di Euro di cibo all’anno. Praticamente il volume d’affari annuale di Nestlé, la
compagnia produttrice di food più grande del mondo. Il cibo che buttiamo
basterebbe a nutrire tutti gli affamati del mondo e raddoppiare!
Ci
chiediamo perché. E facciamo autocoscienza: quanto sprechiamo, nella
preparazione? Quanto sprechiamo, nella noncuranza delle scadenze?
Cosa ci spinge a buttare via sempre più grandi quantità di cibo? Cerchiamo
spiegazioni.
E le
troviamo nell'interessante docu-film "Taste the Waste" (Assaggia la Spazzatura),
che si chiede “Perché buttiamo via così tanto cibo?” e “Come possiamo frenare
questo spreco?”.
"Assaggia la Spazzatura" cerca spiegazioni dai banchi vendita del supermercato, ai
mercati, dagli ispettori dell’Ufficio d’Igiene, nei ministeri, dai coltivatori
e dai burocrati dell’Unione Europea. Per scoprire che siamo vittime di un
sistema vizioso: la merce al supermercato dev’essere sempre perfetta: basta una
piccola magagna e finisce nel cestino senza essere venduta. L’agricoltura è
responsabile di più di un terzo dei gas serra perché il lavoro in fattoria
richiede energia, fertilizzanti, terra. Senza contare che, quando il cibo
finisce nel bidone della pattumiera, esala metano nell’atmosfera: un pessimo
impatto nell’atmosfera.
Bene, ne siamo consapevoli. Vediamo cosa possiamo fare adesso, nel
nostro piccolo, per arginare la situazione. Bè, tanto per cominciare cercheremo
di non far scadere il cibo, di prepararlo scartandone il meno possibile e,
infine, mangiando tutto.
E poi…ci attiveremo presto.
A domani, vi lasciamo al video (in molte lingue europee tranne, ahinoi, l'italiano...cliccate su link per vederlo)!
Livia, Marina, Silvia
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venerdì 8 giugno 2012
ORGANIZZARE CHANGE UP!SCELGO IO È UN'IMMERSIONE DI BENESSERE TOTALIZZANTE
ORGANIZZARE CHANGE UP!SCELGO IO® È UN'IMMERSIONE DI BENESSERE TOTALIZZANTE
In questo periodo Change up! è immerso nel benessere: io, Marina e Silvia stiamo organizzando Scelgo io ®, il salone dei consumi sostenibili che si terrà a ottobre (dal 19 al 21). Con una novità sorprendente: dopo le edizioni passate, quest’anno con un focus proprio sulla cura di sé in senso etico.
Oltre a questa grande novità sul fronte benessere, siamo emozionate perché quest’anno Scelgo io ® si svolgerà nella sede prestigiosa della Palazzina Liberty milanese. Sì, proprio quella che negli anni Settanta ospitava la compagnia teatrale del premio nobel Dario Fo! Che onore.
In preda a tanta positiva energia, ci stiamo tuffando a capofitto nel meraviglioso mondo del benessere etico, della cosmesi consapevole, degli ingredienti che provengono da coltivazioni equosolidali.
Anche se, come donne e fondatrici di Change up!, conosciamo il panorama del benessere biologico in Italia, l’occasione di Scelgo io ® ci sta dando modo di conoscere più da vicino alcune realtà della bellezza sostenibile, e soprattutto ci rende sempre più consce del fatto che il tema del benessere è un po’ magico per la sua capacità di valorizzare diversi universi etici.
Primo fra tutti, quello del cibo: Scelgo io ® quest’anno sarà incluso in un progetto di più ampio respiro che si chiaa “MI Piace!” http://www.mipiace2015.com/ e che è organizzato in vista dell’Expo 2015, che avrà come tema l’alimentazione e la salute, e come obiettivo la messa a fuoco della specificità di cibi e ingredienti di ogni Paese del mondo.
Così Change up! ha deciso di abbinare l’eccellenza dei cosmetici organici a quella del cibo biologico, scoprendo che anche i catering organizzati da Biosophia (che noi tutti conosciamo bene, vero?) possono trasformarsi in opportunità di benessere! Stiamo organizzando proprio una conferenza polisensoriale, tra aromaterapia, cromoterapia, gustoterapia! Ne vedrete delle...belle (e buone)!
Siamo in fermento anche perché il benessere si integra perfettamente con altri progetti dell’Associazione Change up!: dal design alla moda, dalla casa al traffico in città.
Del resto, se penso a quando abbiamo deciso di mettere in piedi Change up!, mi sembra passato un secolo: io e Silvia parliamo di sostenibilità dai tempi dell’Università, ma solo oggi, finalmente, mi guardo indietro e sento, vedo il cammino percorso da noi e dall'Occidente, o forse dal Pianeta intero: è ormai evidente che la dimensione eco-etica, assieme a quelle formativa e tecnologica, sono fattori innovativi per lo sviluppo futuro e non si può più scindere il valore del prodotto finito dal suo ciclo di vita. Lo chiedono gli utenti nostri e dei nostri soci, sempre più consapevoli, riflessivi e avveduti, alla ricerca di beni/servizi maggiormente connotati, capaci di unire estetica e funzionalità a principi ecosostenibili e di responsabilità sociale.
E poi guardo davanti a me, vedo Change up! Scelgo io ® e vedo una realtà in cui tante attività e prodotti sostenibili giocano insieme all’insegna di una concezione del benessere a 360 gradi, che implica sostenibilità ambientale, umana, culturale, sociale.
E sono orgogliosa di esserci dentro!
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